Rachel Carson, la donna che ha dato vita alla Giornata Mondiale della Terra


La Giornata Mondiale della Terra, che il 22 aprile del 2021 arriva alla sua 51esima edizione, non è una giornata decisa a tavolino da un’istituzione, ha una storia diversa dalle classiche giornate mondiali, nasce dall’impegno e la visione di una una biologa statunitense, che prima degli altri ha capito un problema cruciale che riguarda strettamente le vite di tutte le persone che abitano il pianeta, nessuna esclusa.


Nel 1969 una fuoriuscita di greggio da un pozzo della Union Oil sulle spiagge e le acque di Santa Barbara causò uno dei più gravi disastri ambientali provocando la morte di decine di migliaia di uccelli, delfini e leoni marini, portando il "problema petrolio" all’attenzione dell’opinione pubblica, che nel frattempo iniziava a interrogarsi anche sugli effetti dei pesticidi e delle malattie causate dall'inquinamento, grazie soprattutto all’attività di Rachel Carson, biologa e zoologa americana che aveva iniziato a studiare gli effetti dei pesticidi utilizzati in agricoltura sulla catena alimentare.



Rachel Carson aveva documentato tutto in un libro pubblicato nel 1962 intitolato “Primavera silenziosa”, dove illustrò i nessi tra la mortalità dell'ambiente naturale e l'uso spropositato di insetticidi come il dieldrin, il toxaphene e l'heptachlor, esprimendo concrete preoccupazioni sull’utilizzo di enormi varietà di prodotti industriali e rifiuti che si riversano poi in ambienti terrestri e acquatici, che attraverso la catena alimentare arrivano fino al corpo umano, e sottolineando come questo settore industriale non si interessasse minimamente delle conseguenze di queste sostanze tossiche sugli organismi viventi.


Nonostante vari tentativi dell’industria chimica, supportata dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, di affossare il libro della Carson, il libro scosse l’opinione pubblica e il mondo scientifico. Era nato il manifesto del movimento ambientalista e finalmente il mondo apriva gli occhi sul problema che sarebbe diventato negli anni futuri una sfida per tutte le società del mondo.


Gaylord Nelson, senatore democratico, fu il primo politico a porsi un quesito cruciale dopo anni di sviluppo economico incontrollato: può esserci sviluppo economico continuando a inquinare e fare del male, spesso irrimediabilmente, al pianeta che ci ospita e che ci dona la vita?


Dopo gli enormi danni provocati dalla fuoriuscita di petrolio sulle coste della California, iniziò a organizzare una serie di incontri ed eventi sul tema ambientale, mentre sempre nel 1969, l’attivista per la pace John McConnell, durante una conferenza dell’UNESCO tenutasi nel 1969 a San Francisco, propose una giornata dedicata alla Terra. Così, ogni anno dal 1970 in poi, un mese e un giorno dopo l'equinozio di primavera, il mondo (ad oggi prendono parte 193 paesi), celebra l'ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra.



Come sempre i cambiamenti nascono dal coraggio e dalla visione di alcune persone, capaci con il loro carisma o con i loro argomenti di condividere e trasmettere le loro idee agli altri, coinvolgendoli in prima persona, portandoli a ragionare su ogni singolo gesto della loro vita, ognuno nel proprio piccolo, ad adottare uno stile di vita sostenibile, affinché il processo di cambiamento possa diventare sempre più concreto, per noi e per ogni comunità che abita il pianeta. Perché come sosteneva lo stesso Gaylord Nelson: “tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto a un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.

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